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Per sospendere la fruizione dei servizi comuni basta la morosità per più di sei mesi

A seguito della riforma del condominio del 2012, l’articolo 63 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile dà all’amministratore il potere di sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato, in caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre. Proprio facendo applicazione di tale norma, il Tribunale di Treviso, con ordinanza del 12 luglio 2017, ha autorizzato un amministratore di condominio a sospendere la fruizione, da parte di una condomina in ritardo di due anni con i pagamenti degli oneri condominiali, dei servizi comuni di riscaldamento, raffrescamento e fornitura d’acqua calda sanitaria.
Il giudice, infatti, ha rilevato che il terzo comma del predetto articolo 63 pone un unico requisito per la legittima sospensione dei servizi: il protrarsi della morosità del condomino nel pagamento dei contributi condominiali per più di sei mesi. Nel caso di specie, era stato provato per tabulas che

Il decreto ingiuntivo contro i morosi è facoltativo

Per la Cassazione, se le casse condominiali sono vuote, non c’è responsabilità dell’amministratore purché i condomini morosi siano stati almeno messi in mora per iscritto. L’attività di recupero crediti può concretizzarsi con la messa in mora La sesta sezione civile della Corte di cassazione, infatti, con ordinanza numero 24920/2017 del 20/10/2017 ha escluso che a tal fine sia necessario anche che l’amministratore abbia agito in via monitoria nei confronti degli inadempienti, facendo ricorso al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo. I giudici sono giunti a tale conclusione considerando che “l’art. 63 disp. att. cc. non prevede un obbligo, ma solo una facoltà di agire in via monitoria contro i condomini morosi (“può ottenere decreto di ingiunzione…”)”.
Sulla base di tale argomentazione, quindi, la Corte ha ratificato la scelta del giudice del merito di escludere la violazione dell’obbligo di diligenza dell’amministratore, il quale, nel caso di specie, mettendo in mora gli inadempienti si era comunque attivato nella raccolta dei fondi necessari